LEONARDO DA VINCI in Via San Marco

Il sistema dei Navigli di Milano ha un'origine antichissima ed è tutt'ora uno degli aspetti più caratteristici e affascinanti di questa nostra città. Sin dal Medioevo Milano è sempre stata una città d’acqua, con canali scavati per l’irrigazione dei campi e il commercio fluviale. Solo attorno a metà del XV secolo, per volere di Francesco Sforza, furono iniziati i lavori per collegare le acque della Martesana (che percorrevano la Via Melchiorre Gioia e traevano origine dall’Adda) con il “Bacino”, detto Tombone di San Marco (si tratta oggi della piazza sita lungo la Via San Marco e antistante l’edificio del Corriere delle Sera). Vennero così costruiti nuovi argini per supportare il maggior afflusso di acque che entravano in Via San Marco, ma anche nuove mura per proteggere tutta la città. Si trattava di un’immensa opera di fortificazione, non solo dal punto di vista architettonico, ma anche idraulico, che prese il nome di Cerchia dei Navigli e che rese possibile la navigazione interna alla città di Milano per il trasporto delle merci e le attività artigianali.
Non solo, Milano era finalmente collegata,via acqua, con i laghi (Lago Maggiore e di Como) e con il mare (l’Adriatico). In ben 35 anni, dal 1457 al 1492, nel territorio milanese furono costruiti 90 chilometri di canali navigabili, un primato che nessun'altra città potè mai avvicinare.
Era il 1482 quando Leonardo da Vinci, appena giunto a Milano, fu incaricato da Ludovico il Moro di studiare un sistema che permettesse una navigazione più agevole all’interno della città di Milano, superando la problematica del dislivello, pari a 10 mt circa, tra la parte alta di Milano (quella di Via San Marco fuori dal Museo), e quella bassa (la Darsena, il porto fluviale di Milano). Leonardo perfezionò il sistema di chiuse, e non perse l'occasione per farne alcuni schizzi, si trattava di una sorta di piccole dighe apribili e regolabili, che permettevano alle barche il passaggio a valle o la risalita a monte. Una delle conche più famose di Leonardo fu quella a monte di Via San Marco, (detta “Conca dell’Incoronata”, a causa dell’omonima chiesa vicina), per la sua idea originale: il portello inferiore era manovrabile dall'alzaia per diminuire o aumentare la portata dell'acqua, e per attutire l’impatto delle acque sull’imbarcazione (vedi disegni Codice Atlantico f. 240 con dettagli nel f 151 v-b e 341 v-b). Costruita in ceppo d’Adda, questa conca è tutt’ora visibile a monte della Via San Marco ed è stata riconosciuta, ai sensi della legge 1089/39, come opera monumentale.
Milano, grazie alle sue vie navigabili, divenne nel ‘600 la città con il porto fluviale più grande d’Europa e più importante da un punto di vista commerciale. Questi navigli furono utilizzati lungo tutto il corso dell’800 fino ai primi decenni del ’900, poi con l’avvento delle automobili, le strade si dovettero allargare fino a che vennero rese man mano carrabili tutte le vie d’acqua della città.
Il naviglio di Via San Marco, in particolare, rimase aperto sino al 1930 circa.
Oggi non è possibile ripristinare queste vie navigabili, ma è possibile viaggiare con la fantasia, attraverso le antiche vie della nostra città, immaginando il mormorio delle acque, fissando, come sulla tela di un pittore, la scena di un tempo perduto e qui ritrovato.